Pergamena di Ainardo - Sito ufficiale del Palio di San Martino in Vigo di Cadore

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Pergamena di Ainardo

Il Palio di S.Martino

Qui sotto è possibile leggere la traduzione dal latino dell'Atto notarile con cui Ainardo da Vigo costituisce un beneficio a favore della chiesa di Santa Orsola la cui costruzione fu commissionata dallo stesso Ainardo e dalla sua consorte Margherita di Leisach.
Il manoscritto riprodotto è una trascrizione del 1824 della pergamena originale. L’Atto di beneficio datato 1 marzo del 1345 ci suggerisce almeno tre importanti fatti: il primo
che Ainardo apparteneva senza alcuna ombra di dubbio alla nobiltà di funzione o di censo (notabili, classe dirigente),  infatti viene chiamato con gli appellativi Vir Dominus e Ser. D’altro canto la chiesa e la casa d’abitazione in pietra squadrata sono status symbol del suo prestigio sociale. Il secondo è che nella nobiltà a cui apparteneva non era certo solo, in Cadore, tanto che i testimoni convocati per la stesura dell'Atto appartengono al suo stesso rango sociale e provengono da varie parti sia del Cadore che del Comelico. Il terzo, forse anche più importante dei due precedenti, ci fornisce indirettamente indicazioni sullo stato sociale del Cadore e dei cadorini del '300. Contrariamente a quanto molti immaginano la proprietà privata era già diffusa. Nel lungo elenco di beni che Ainardo lascia in dote alla chiesa di Santa Orsola, e al presbitero reggente, sono presenti numerosi terreni. Per ubicarli vengono indicate le località, molte delle quali portano ancora oggi lo stesso nome, e soprattutto i nomi dei proprietari dei terreni confinanti.

Quindi la società del 1345, nelle terre di Cadore, era probabilmente molto complessa e articolata, nella quale emergerebbe chiaramente la presenza di una classe sociale che oggi definiremo "media".
Per cui, dalla traduzione della pergamena, si evince che nel '300:

  • la proprietà privata esisteva (vedi confinazioni anche ben fuori i centri abitati);

  • le transazioni avvenivano per denaro o per permuta con atto notarile;

  • la proprietà collettiva era denominata genericamente pascolo, bosco;

  • esisteva una classe di dignitari (Ser, Vir dominus, Nob. viro) ben distinguibile dal ceto popolare (suddivisione d'appartenenza alle diverse categorie medievali: classe    dirigente, proprietari, ecc.);

  • la presenza di Johane de Clavi officiale in Ampitium denota che Cortina e l’Ampezzo erano parte integrante del Cadore;

  • Ainardo godeva di diritti di decima, tipici del sistema feudale della società medievale;

  • alcuni notai avevano il "brevetto" di Imperiali auctoritate (autorizzati dall'imperatore).


Emerge, quindi, una società cadorina perfettamente integrata nello "stile" medievale e ben articolata.

Buona lettura.


Atto costitutivo del beneficio di S. Orsola (traduzione)


Anno del Signore 1345, indizione XIII, primo marzo in Pieve di Cadore nella Sala della Casa del Comune (Magnifica Comunità) posta sopra la chiesa della Pieve  di Santa Maria di Pieve di Cadore, ora detenuta e abitata da me Guglielmo notaio qui scritto, ora Vicario in Cadore, presenti il Nobiluomo Signor Corrado Pranger milite di Veyls (Villandro), ora Capitano in Cadore, Ser Federico Trasagis di Comelico, Delavancio di  Santo Stefano officiale in Comelico, Ser Rizzardo officiale di Pieve, Giovanni notaio di Chiave, officiale in Ampezzo, Odorico di Lorenzago d’Oltrepiave, Ser Brocha notaio e officiale in San Vito, e Alessandrino Notaio di Pieve, tutti testimoni  di Cadore a ciò chiamati in modo speciale e richiesti e altri presenti.
Con  il distinto e prudente notabile signore Ainardo di (da) Vigo di Cadore ad onore di Dio onnipotente, e di sua madre la Beata Maria, di tutte  le schiere celesti (egli) costituì, o se si vuole costituisce, e fece edificare una chiesa nella Villa di Vigo di Oltrepiave di Cadore sotto il nome della Beata Orsola e delle undicimila Vergini. Vuole lo stesso signor Ainardo per la remissione dei suoi peccati e di quelli dei suoi progenitori provvedere alle loro anime affinché possano pervenire in  futuro al riposo e salute eterna, vuole fare un beneficio perpetuo a favore di detta chiesa  con i beni e possedimenti infrascritti e con i redditi derivanti dagli stessi possedimenti mantenere un presbitero che vorrà eleggere lui stesso e dopo di lui per i tempi a venire, dai suoi eredi e successori, nel quale beneficio e secondo il diritto  della chiesa conserva il patronato secondo la clausola canonica nell’eleggere il presbitero, e altrimenti come da diritto si conviene, che il presbitero così eletto alla stessa chiesa svolga la mansione e celebri nella medesima messe, preghiere,  esequie e altre funzioni divine secondo le richieste sue e dei suoi eredi.
Per la volontà decisa e deliberata con tutte le norme, nel diritto e nella forma migliore, in modo chiaro e netto e resa irrevocabile, (egli) costituì, volle disporre e compose lo stesso beneficio con beni, possedimenti, poderi, cose infrascritte  e diede, donò e trasmise nel sopraddetto beneficio a favore della chiesa ricordata i beni, i possedimenti, i poderi, le cose liberamente ed irrevocabilmente, e a me Guglielmo notaio qui scritto in qualità di persona pubblica a nome dello stipulante  e in luogo della sopraddetta chiesa e in nome e luogo del presbitero della stessa chiesa e di tutti gli aventi interesse o che possono avere interesse per le infrascritte cose, possedimenti, e poderi, affinché lo stesso presbitero eletto ora dallo  stesso Ainardo, e nei tempi seguenti, quando sarà vacante il beneficio, sia mantenuto nella stessa chiesa per mezzo dei redditi del beneficio affinché celebri e mandi avanti le cose divine per la stessa chiesa, riservando per sempre a sé quale  patrono e fondatore della chiesa e del beneficio, e ai suoi eredi e successori, il diritto di patronato all’elezione del presbitero, e qualsiasi altro (diritto) che compete a sé ora nella chiesa e nel beneficio, o ciò che possa competere in  futuro.
In primo luogo le terre del manso che si trova in Vigo di Cadore in località Casanova, il quale manso (egli) compra dai fratelli Ambrosetto e Benvenuta figli del fu Vendramino de Puteo con tutto il terreno ad esso spettante per cento e venti  libbre  di denaro venet. parvor. come dallo strumento di vendita scritto da Giusto di Leissaco, pubblico notaio Imperiali auctoritate. Nello stesso modo da un appezzamento di terra prativa che si trova nella suddetta Villa nella località chiamata________ o  in centa; confinante nella parte superiore con la proprietà di Bianco di Crepis, nella parte inferiore con gli eredi del fu Maiutto da Sacco e negli altri lati dalla strada pubblica e con Zanutto di Piazza e fratelli. Nello stesso modo da una ravina  (terreno scosceso) che si trova nella detta Villa nel luogo chiamato dopo (dietro) la Chiesa con tutto il prato compreso confinante nella parte superiore con Pietro di Cantris e il pascolo, nella parte inferiore con la proprietà del signore  Pietro e eredi del fu Zanone di Crepis. Allo stesso modo da un appezzamento di terra prativa nella suddetta Villa nel luogo chiamato Fistino: confinante nella parte superiore dal pascolo, nella parte inferiore dalla proprietà di Vittore di Croce. Allo  stesso modo da un appezzamento di prato situato nella detta Villa nel luogo chiamato Fontanelle confinante nella parte superiore dalla strada, e da un terreno di Santa Margherita, nella parte inferiore da un terreno della chiesa di San Martino, da una  proprietà di Tomaso da Sacco senza […] giacente e situata. Allo stesso modo da un appezzamento prativo situato nella detta Villa in località Nasiglano, e confinante nella parte superiore con gli eredi del fu Zanone, nella parte inferiore  con la proprietà di Pietro di Cantris. Allo stesso modo da una stalla (e fienile annesso) con casa e prato tenuta per sé e situata nella località chiamata sommità Crevoladi, tutto a prato integro che lo stesso Signore Ainardo si preoccupò  di avere, serbare e possedere in detto luogo; il prato di tal genere dicono essere confinato: nella parte superiore e verso mezzogiorno dalla proprietà di Vidulino di Laggio, a sera dallo stesso Vidulino e una parte da Gidino di Collo di Laggio. Allo  stesso modo da due appezzamenti prativi con stalla fienile che furono di Zaneti e dei fratelli figli di Domina Romeria. Allo stesso modo da due appezzamenti di prati che furono di Odoriguto di Bevorcha di Vigo e di suo fratello con i quali Ser Ainardo  fece una permuta con atto di permutazione manoscritto di Odorico di Lorenzago. Allo stesso modo un appezzamento di prato situato nel detto luogo di Crevolado, e confinante per due lati con Gidino di Collo di Laggio, nella parte inferiore con la Val Promarenti.  Allo stesso modo da un appezzamento di prato situato dopo Cervolaou nella località chiamata Cengla, confinante nella parte superiore con la proprietà di Zareffo di Laggio e in parte con Zanetto di Pietro, nella parte inferiore confinante con Starezza.  Allo stesso modo da un appezzamento prativo giacente in Sume Cronte a Casarota confinante nella parte superiore col bosco, nella parte inferiore con la proprietà degli eredi del fu Antonio di Sacco e una parte di proprietà di Beiaco di Laggio. Allo  stesso modo un appezzamento di prato situato in località Radis confinante nella parte superiore con Vito di Laggio, nella parte inferiore con il bosco, e da una parte con la proprietà degli eredi Morassi di Laggio. Nello stesso modo un appezzamento  di prato situato in Erta confinante nella parte superiore con Pietro di Laggio Vigo, nella parte inferiore con la strada pubblica, e da una parte con Geter di Vigo. Allo stesso modo da un appezzamento prativo situato in Piano de Deinis da una parte confinante  con la proprietà di Donato e Signorello Albani di Laggio e dall’altra con la proprietà di Zarefo di Laggio e Altemano di Salagona, nel terzo lato con la proprietà degli eredi del fu Michele di Laggio, ed eredi del fu Domenico di Arpo,  dal quarto lato con la proprietà di Vidulino e Filippo de la Fornepa di Laggio. Allo stesso modo da un pezzo prativo giacente nel detto luogo confinante nella parte superiore con Donato di Laggio, da una parte con … di Vigo, dall’altro  lato con Zareffo e Signorello Albani di Laggio. Nello stesso modo un appezzamento prativo situato in Erta confinante nella parte superiore con Zaneto del fu Arpi di Laggio nella parte inferiore con gli eredi del fu Coravi di Cantris di Vico, da una parte  con il prato della chiesa di San Martino, dall’altro lato con la proprietà di Vito figlio del fu Michele di Laggio; con tutto il diritto di decima e del decimando che il detto signor Ainardo si è badato di tenere e possedere o… nella  detta terra e prati e ciò che piace di essi. Allo stesso modo tutte e le singole decime o il diritto di decima collegato e il frutto da percepire di tutte le terre e prati che lo stesso signore Ainardo si premura di tenere oggi e possedere situati  nella valle di Borcha e in Rivis del torrente di Laggio in… in Ronchis, in Meglis, e… e in quelle pertinenze incominciando dalla strada e alla croce de Borcha, a Puteo e a Cascinova inferiore camminando per il sentiero consueto che conduce  ad Ancortem fino alla Villa di Laggio, al detto sentiero camminando per via retta dalla Villa di Laggio in alto alla casa Comultis e Donati e Odorico di Rin fino al rio di Laggio e dai confini sopra scritti fin verso Lorenzago quindi tutte le decime spettanti  e pertinenti allo stesso signore Ainardo eccetto la decima di possesso delle terre dei prati che lo stesso Ser Ainardo concede a favore… e compresi tra i sopraddetti confini. Allo stesso modo tutte le decime dei prati e delle terre giacenti in  Gaio Salagona i quali si trovano tra il rio di Laggio e il fiume Piova dal pascolo Nevade fino al luogo dove il rio Laggio si congiunge al fiume Piova eccetto la decima del manso Bentivegna che è riservato a detto manso cosicché altri ______. Ad  avere, a tenere e a possedere  tutto insieme per i secoli gli stessi beni e proprietà nel suo stato di manutenzione a favore del beneficio e della decenza della chiesa ricordata che lo stesso signor Ainardo fondò autorizzato dal reverendissimo padre  in Cristo e Domino-Domino patriarca aquileiese Bertrando riservando a sé e ai suoi eredi il diritto di patronato nel presentare il sacerdote pro tempore che sarà nella chiesa anzi detta. Promettente lo stesso signore Ainardo per sé e per i suoi  eredi a me Guglielmo notaio come persona pubblica che raccoglie per funzione pubblica, e solennemente a nome dello stipulante e in luogo di tutti quelli interessati o che in futuro potranno essere interessati, (egli) conferma in perpetuo la concessione  predetta, la trasmissione, la costituzione del beneficio e tutte e ogni  singola cosa  soprascritta, e di avere stabilito, di tenere, osservare, e adempiere, e non fare nulla contro o vendere per sé o per altra ragione o causa sotto la pena del danno  e dell’interesse…… con la restituzione dei danni, degli interessi di lite e degli extra mediante l’obbligazione di tutti i suoi beni presenti e futuri.
Io Guglielmo figlio del fu Giovanni Belli di Seravalle notaio imperiali auctoritate presenziai a tutto questo e richiesto di scrivere, scrissi.

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