La cucina medievale - Sito ufficiale del Palio di San Martino in Vigo di Cadore

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La cucina medievale

Il Palio di S.Martino

La cucina medievale in realtà non ha una sua definizione stretta di tipo storico in quanto la stessa lunghezza plurisecolare del Medieoevo abbraccia usi e costumi che nella loro evoluzione hanno saputo investire, modificandola, l'arte della cucina.
Il Medioevo, infatti, è il periodo storico che per convenzione si colloca temporalmente dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente fino alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Ci sono mille anni di storia e di umanità che si evolve in una dissolvenza incrociata da una cultura prettamenta romanica ad una nuova che trova il suo naturale equilibrio nelle differenze delle genti che popolano l'Europa. Con esse si differenziano usi e costumi e così pure i cibi e le loro modalità di preparazione. Le tecniche e la ricerca delle materie prime diventano un punto fondamentale della cucina stessa e il cuoco del signore comincia a fare "ricerca" delle materie prime. La cucina medievale introduce gusti complessi coniugando abilmente il dolce e l'agro o il dolce e il salato nelle vivande. L'evoluzione del banchetto medievale ci conduce dal piatto unico alle numerose portate del rinascimento al quale la cucina moderna deve molto.
Il piatto fondamentale medievale è la zuppa, un vero contenitore di alimenti come ortaggi, pane raffermo, pezzettini di carne che viene servita in ciotole di legno o di coccio.
Era di uso comune la piadina che aveva la funzione di vero e proprio piatto dove si adagiavano gli alimenti e dove i commensali attingevano, nel vero senso della parola, in quanto le pietanze erano consumate con le mani. Possiamo dire che la cucina medievale conserva, quindi, il contatto con il cibo che nel tempo si perderà con l'introduzioni di utensili, come la forchetta; la via del galateo è così aperta.
E' abbondante l'uso delle carni e quelle principalmente usate sono: il maiale, il pollame, gli ovini e la cacciagione. Poco consumate le carni bovine in quanto costose.
Nella tradizione orientale il banchetto è prettamente d'uso maschile mentre la cultura occidentale, dalle radici italiche, non fa distinzione di sesso. Le pietanze vengono condite con spezie e intigoli dai sapori forti e apparentemente contrastanti tra di loro come ad esempio il pollo grigliato al latte di mandorle dove l'incontro tra il salato e il dolce finiscono per trasformare un prodotto "povero", come il pollame, in un'esaltazione di sapori.
La cucina medievale ha vissuto un primo periodo di involuzione per poi riformularsi nel tempo. Infatti inizialmente si perde del tutto l'uso del forno sostituito da una formula più primitiva dello spiedo o da cotture su fiamma viva. Nel trecento lo si riscopre via via più profondamente raggiungendo un livello tecnico di preparazione e cottura dei cibi già presente in età romana.
Una caratteristica mai abbandonata fu la tecnica di lessare le carni prima di arrostirle inondandole, poi, di spezie orientali, erbe profumate, miele e salse. In questo periodo, pur rimanendo le carni il cibo base, acquista spazio un più massiccio uso di verdure valorizzandole con ricette di probabile origine popolare. Questa introduzione in realtà produsse una rivoluzione aprendo la via ad intingoli molto più delicati e sobri.
La manifestazione del Palio di San Martino non solo vuole ricordare un evento storico che ha investito le genti degli attuali comuni di Vigo, Lozzo e Lorenzago di Cadore ma vuole proporre momenti di cultura anche di tipo gastronomico. Per questa ragione l'Associazione Praemium Sancti Martini, con la collaborazione di pregiati ristoranti del bellunese, organizza una cena medievale al fine di far conoscere i sapori di varie pietanze di uso comune nel trecento. Ecco che la ricostruzione di un salone per banchetti avvia il commensale in una virtuale macchina del tempo dove gli sarà possibile rivivere momenti di quotidiana medievalità. Le pietanze proposte, di anno in anno diverse, avviano il commensale nell'esperienza unica di degustare pietanze dai sapori inediti conditi dal fascino dell'essere stati accantonati dalla storia. Il banchetto medievale di corte è accompagnato da musiche dal vivo, contemporanee di quel tempo, e dalla presenza di spettacoli. Per ragioni di spazi e per la volontà degli organizzatori di produrre un servizio di qualità, la cena è limitata ad un numero chiuso di coperti cosicché chi volesse partecipare dovrà prenotarsi. Le prenotazioni, con la pubblicazione del menù proposto per l'edizione del Palio 2011, avverrà nel corso del prossimo mese di luglio. Quindi chi fosse interessato a vivere una esperienza unica non dimentichi di aggiornarsi su queste pagine.

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