I tamburini - Sito ufficiale del Palio di San Martino in Vigo di Cadore

Vai ai contenuti

Menu principale:

I tamburini

I gruppi storici

Nel mondo greco era chiamato tympanon e il nome tympanum passò ai romani. È probabile che i greci ne abbiano ricevuto l'uso dalle colonie dell‘Asia Minore, e lo abbiano trasmesso ai romani. La pelle usata era comunemente d’asino.
Il tympanum si poteva suonare con bacchette ma l'uso più comune era suonarlo con la mano a cui si aggiungevano anche dei cimbalini o sonagli che ne potenziavano il suono come ancora si fa con il tamburello o il cimbalo moderno e al quale il timpano antico somiglia moltissimo.
Nelle culture tradizionali i tamburi rivestono spesso un carattere ufficiale, cerimoniale, sacro o simbolico. In alcuni paesi africani, i tamburi rappresentano e proteggono la regalità tribale e sono spesso conservati in luoghi sacri.
In Europa venne introdotto nella sua forma più conosciuta dai Saraceni durante l'invasione della Spagna. Il nome deriva dall'arabo "Al-tambor" che a sua volta con molta probabilità prende origine dal persiano "Danbara". Gli arabi lo usarono per primi nei loro eserciti per impartire ordini nel campo di battaglia. A partire dal Medieoevo era al suono del tamburo che venivano fatti gli annunci sulle piazze. Il tamburo venne utilizzato anche come mezzo di comunicazione in battaglia. Batterie di rullanti e timpani, infatti, venivano utilizzate per comunicare istruzioni ai soldati. Inoltre la capacità acustica piuttosto rilevante dal tono forte e roboante era spesso usato dai reparti degli armati per incutere timore nell'avversario. In particolari cerimonie ed in parata venivano spesso accompagnati da chiarine come da esempio sonoro che accompagna questa pagina. I tamburini, e anche gli sbandieratori, erano degli armati a tutti gli effetti come oggi una banda musicale di una forza armata. Ovviamente, col passare del tempo, le finalità, le necessità e la cospicua introduzione di strumenti musicali diversi testimoniano un uso moderno di questi reparti in situazioni radicalmente mutate.

Torna ai contenuti | Torna al menu